29.03.2019.

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Era come
un miraggio
del suo volto
l’aspetto. Una
stella polare su
nel cielo scurito.
Eccitante la vista
della luce riflessa
sulla fronte di seta
come rosa odorosa.
Era d’uno smeraldo
il riflesso cangiante
dei suoi occhi mai
stanchi di brillare
nei miei. In quei
tondi boccioli il
piacere fioriva e
ficcava radici nel
mio cuore sedotto.
Era come una culla
di sospiri armoniosi,
il suo naso sinuoso di
perlacea bellezza. Pelle
bianca di fata, nell’avorio
intagliata, le velava diafana
le sue gote preziose. Era una
sorgiva la sua turgida bocca,
che di ambrosia allappante
aspergeva le labbra.
Una brezza virtuosa
il suo soffio evocava
quando incetta faceva
dei miei baci discreti.
Era rosso vermiglio
quel cuscino che
ardeva, un rubino
pregiato rifulgente
di fiamma. Come
un frutto maturo
allettava il mio
morso che fra
tanti bocconi
non bramava
che lei. Era lì
nei miei sogni
fino all’alba di
oggi ma col sole
meschino il suo
viso è sparito.
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